Azione cattolica

Quello dell’A.C. è un ministero associativo esercitato cioè da “laici che agiscono uniti a guisa di corpo organico. Trattandosi di un ministero l’A.C. è anzitutto una vocazione e suppone un carisma che è quello della collaborazione diretta con la gerarchia ecclesiale per la realizzazione del fine generale apostolico della Chiesa e cioè L’EVANGELIZZAZIONE E LA TESTIMONIANZA DELLA CARITA’. E se ogni cristiano ha il compito di depositare nel cuore dei fratelli la certezza dell’Amore di Dio con l’annuncio: “Dio ti ama, Cristo è venuto per te, per te Cristo è Via, Verità e Vita”, a maggior ragione prende vigore la realtà associativa come dimensione essenziale per vivere la fede, poiché si cresce insieme nell’amicizia e nel dono di sè: una fede non solo proclamata ma testimoniata con la vita.

L’A.C. è sollecitata a fare proprio l’obiettivo della nuova evangelizzaione che è quello di “rifare il tessuto cristiano della società umana”. Ma la condizione essenziale per raggiungere ciò (a parere dei vescovi italiani) è la necessità di “far maturare delle comunità parrocchiali che abbiano la consapevolezza di essere la fonte di una catechesi permanente ed integrale, di una celebrazione liturgica viva e partecipata e di una testimonianza di servizio attenta e operosa.

L’A.C. si fa promotrice della formazione spirituale, convinta che essa “debba occupare un posto privilegiato nella vita di ciascuno chiamato a crescere sempre più nell’intimità con Gesù Cristo, nella conformità alla volontà del Padre, nella dedizione ai fratelli, nella carità e nella giustizia”.

 

FINE PARTICOLARE DELL’A.C. NELLA PARROCCHIA

        E’ un gruppo aperto a tutta la realtà parrocchiale che si sta rinnovando. E’ basato su una catechesi esperienziale. L’A.C. vuole essere motivo di unione per tutte le realtà parrocchiali e portare SPERANZA sulle parole di Gesù: “Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo” (Gv 16,33).

Ecco dunque la nostra speranza. Essa si appoggia su Cristo che non semplicemente “vincerà”, ma “ha già vinto”. La nostra vittoria sul mondo è possibile in ogni circostanza, perché Cristo è sempre con noi. Solo la sua PAROLA, la sua VERITA’, dona libertà e consente di vivere con coraggio.

Facciamo nostro il messaggio conclusivo dell’assemblea diocesana di AC dell’8 novembre 1992: “Ributtiamo al largo le reti” secondo l’invito del Signore, facendo anche tesoro di un’esortazione di sant’Agostino che dice: “Se un giorno la Chiesa vi chiederà qualche servizio non ditele di no per paura di faticare, di rivedere schemi ed abitudini… perché se altri avessero detto di no, oggi voi non sareste cristiani”.

 

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Visita il sito dell’Azione Cattolica Italiana

ACR (Azione Cattolica Ragazzi)

L’ACR è una speciale esperienza di Chiesa che nasce, vive e cresce all’interno della comunità parrocchiale e che, attraverso originali iniziative di fraternità ed esperienze comunitarie rispondenti all’età, dona a ogni ragazzo la possibilità di incontrare personalmente il Signore Gesù.

Anche l’ACR ha impostato il cammino del triennio 2017-2020 sulle indicazioni della XVI Assemblea nazionale declinando ogni tema, come da tradizione, in un modo simpatico e particolare.

Dopo i primi due anni:

  • 2017 – 2018 CIRCONDATI DI GIOIA
  • 2018 – 2019 PRONTI A SCATTARE

“È la città giusta” è lo slogan dell’Iniziativa Annuale 2019-2020 che quest’anno, attraverso l’ambientazione della CITTÀ, accompagna il cammino di fede dei bambini e dei ragazzi dell’ACR

Osservata da un tetto la città descrive solo in apparenza un paesaggio “statico”. C’è infatti un aspetto che non va trascurato, ed è il dinamismo interiore della città, concepita come spazio per la vita di relazione, dentro la quale si sviluppano storie e rumori, in processi di demolizione e continua costruzione. A fare la città, insomma, non sono infatti solo “le pietre” ma anche la vita che a quelle “pietre” dà un’anima. In un’altra accezione poi, la casa è concepita come una piccola città e per contro la città come una grande casa: è il senso stesso dell’abitare le città come fossero delle case, appunto, luoghi in cui si avverte un costante senso di familiarità, in cui si coabita ciascuno con il proprio ruolo, in cui ci si riconosce nella quotidianità, in cui ci si sente sicuri e protetti, nei quali ogni spazio assolve a una funzione specifica dell’esistenza quotidiana.

Nell’anno della compagnia i bambini e i ragazzi sono chiamati a vivere pienamente la loro appartenenza alla Chiesa in uno stile comunionale che mai diventa esclusivo. Per vivere la compagnia è allora necessario che i piccoli non siano considerati come i destinatari passivi di una proposta in attesa di una non meglio specificata pienezza, ma discepoli-missionari in cammino nel popolo di Dio. Appartenere e dunque “abitare” la Chiesa vuole dire sentirsi partecipi, in virtù del Battesimo, della sua missione evangelizzatrice.

Abitare in pienezza e con senso nuovo i luoghi e gli ambiti delle realtà civili ed ecclesiali, restituendogli significato e credibilità e ponendo in esse il seme buono del Vangelo, sono tappe essenziali nella costruzione di quell’opera meravigliosa che è il bene comune: questa È la città giusta! Pronti a costruirla e custodirla insieme?!